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Rivoluzione Trasparenza: Chi Deve Attivare il Digital Product Passport nell'UE

Il Digital Product Passport è l'innovativo strumento UE per la tracciabilità e la sostenibilità dei beni. L'obbligo di creazione spetta a fabbricanti e importatori, mentre distributori e e-commerce devono garantirne l'accessibilità al cliente finale lungo tutta la filiera.

di Corrado Facchini, CTO & Innovation Manager

In questo articolo

Chi fa cosa: i ruoli lungo la filiera

RuoloCrea il DPP?Cosa deve fare in concretoRiferimento ESPR
Fabbricante (UE o extra-UE)✅ SìCrea il passaporto, lo collega al prodotto con un supporto dati e lo registra nel registro UE prima dell'immissione sul mercatoArt. 27
Mandatario (rappresentante autorizzato)Per conto del fabbricanteSvolge i compiti affidati con mandato scritto dal fabbricanteArt. 28
Importatore✅ Sì, se il fabbricante non l'ha fattoVerifica che il DPP esista e sia conforme prima di immettere il bene sul mercatoArt. 29
Distributore❌ NoControlla che il prodotto sia accompagnato dal DPP prima di metterlo a disposizioneArt. 30
Rivenditore (vendita al cliente finale)❌ NoRende il DPP facilmente accessibile al cliente, anche nella vendita a distanzaArt. 31
Fornitore di servizi di logistica❌ NoGarantisce che le operazioni di magazzino e spedizione non compromettano la conformitàArt. 33
Marketplace online❌ NoProgetta l'interfaccia in modo che i venditori possano mostrare il DPP prima dell'acquistoArt. 35

1. Fabbricanti e importatori: chi crea il passaporto

La responsabilità di predisporre il DPP ricade sull'operatore economico che immette il prodotto sul mercato UE o lo mette in servizio.

  • Beni prodotti nell'UE → l'onere spetta al fabbricante.
  • Beni prodotti fuori dall'UE → il fabbricante extra-UE può occuparsene direttamente o tramite un mandatario, ma l'importatore non può immettere il prodotto sul mercato se il passaporto manca o non è conforme. Nella pratica è spesso l'importatore a doversi attivare con il fornitore estero per ottenere i dati.

Le dogane possono inoltre verificare che il DPP del prodotto importato risulti registrato (art. 15): un passaporto mancante può tradursi in un blocco della merce alla frontiera.

⚠️ Attenzione: si può diventare "fabbricante" senza esserlo. Chi immette un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio (private label), oppure lo modifica in modo da incidere sulla conformità, assume gli obblighi del fabbricante (art. 34). Lo stesso vale per molte attività di rigenerazione e ricondizionamento.

2. Distributori e rivenditori: chi deve renderlo consultabile

Distributori e rivenditori non devono costruire la struttura dati del passaporto, ma sono l'ultimo anello prima del consumatore e hanno obblighi precisi:

  • verificare, prima di vendere il prodotto, che sia accompagnato dal DPP previsto;
  • rendere il passaporto facilmente accessibile al cliente, sia nel punto vendita fisico sia nella vendita a distanza.

Per consentirlo, l'operatore che ha immesso il prodotto sul mercato deve fornire ai rivenditori e ai marketplace una copia digitale del supporto dati (ad esempio il QR code) o l'identificativo univoco del prodotto.

3. Marketplace ed e-commerce

Le piattaforme online devono strutturare le proprie interfacce in modo che i venditori possano mostrare il DPP (o il link al passaporto) prima che il cliente concluda l'acquisto. Per chi vende online, la scheda prodotto diventa quindi un punto di accesso al passaporto, al pari dell'etichetta fisica.


Cosa comporta l'adeguamento: i passi operativi

1. Mappare prodotti e ruoli

Individua quali tuoi prodotti rientrano in un gruppo soggetto a DPP e, per ciascuno, quale ruolo svolgi: fabbricante, importatore, distributore o rivenditore. Lo stesso operatore può avere ruoli diversi su linee di prodotto diverse.

2. Raccogliere e governare i dati

Fabbricanti e importatori devono raccogliere le informazioni richieste dall'atto delegato di riferimento: origine e composizione dei materiali, contenuto riciclato, sostanze preoccupanti, impronta ambientale, istruzioni per riparazione, smontaggio e smaltimento. Gran parte di questi dati arriva dai fornitori, quindi conviene aggiornare fin da ora contratti e capitolati.

3. Collegare il passaporto al prodotto

Il DPP va associato al bene tramite un identificativo univoco persistente e un supporto dati (QR code, codice a barre, tag RFID/NFC) apposto sul prodotto, sull'imballaggio o sulla documentazione, secondo quanto stabilito dall'atto delegato. Per la struttura degli identificativi fa riferimento lo standard europeo EN 18219: ne parliamo in Da QR Code a URL unici.

4. Registrare il DPP e garantirne la disponibilità

Il passaporto va registrato nel registro UE e deve restare accessibile per tutta la durata prevista, anche se l'azienda cessa l'attività. Per questo l'ESPR prevede una copia di backup presso un fornitore di servizi DPP indipendente.

5. Gestire gli accessi

Non tutte le informazioni sono pubbliche. Il DPP distingue livelli di accesso diversi: consumatori, operatori della filiera, riparatori e riciclatori, autorità di vigilanza e dogane. Questo permette di tutelare i dati commerciali sensibili.

6. Aggiornare canali di vendita ed e-commerce

Rivenditori e marketplace devono predisporre schede prodotto, feed e cataloghi in modo che mostrino il link o il QR code del passaporto prima dell'acquisto.


Domande frequenti

Sono un piccolo rivenditore: devo creare io il DPP? No. Devi però verificare che i prodotti che vendi ne siano dotati e renderlo consultabile ai clienti, anche online.

Importo da un fornitore cinese che non conosce l'ESPR. Cosa rischio? Se il passaporto manca, non puoi immettere legalmente il prodotto sul mercato UE e la merce può essere fermata in dogana. Conviene inserire l'obbligo di fornire i dati DPP nei contratti di fornitura.

Il DPP è già obbligatorio per tutti i prodotti? No. Il registro è attivo dal 20 luglio 2026, ma gli obblighi si applicano solo alle categorie coperte da un atto delegato o da una norma di settore già in applicazione. Le prime sono alcune batterie, dal 18 febbraio 2027.

Vendo con il mio marchio prodotti realizzati da terzi. Chi è il fabbricante? Ai fini dell'ESPR, sei tu: chi commercializza un prodotto con il proprio nome o marchio assume gli obblighi del fabbricante, incluso il DPP.


In sintesi

Il Digital Product Passport non è una direttiva da recepire, ma un obbligo previsto da un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Arriva per gradi, categoria per categoria. La regola di fondo è chiara: chi immette il prodotto sul mercato crea il passaporto, chi lo vende lo rende accessibile.

Muoversi per tempo conviene. Raccogliere i dati dai fornitori, scegliere supporti dati e identificativi e integrare il DPP nei sistemi aziendali richiede mesi. Le aziende che arrivano preparate trasformano un adempimento in un vantaggio: più trasparenza verso i clienti, filiere più controllate e dati pronti per i mercati che premiano la sostenibilità.

Fonti

  1. Regolamento (UE) 2024/1781 – Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR)

    1. – EUR-Lex

  2. Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie

    2. – EUR-Lex

  3. Digital Product Passport – Overview & Framework

    3. – Commissione europea, DG Mercato interno

  4. Lanciato il registro dei passaporti digitali del prodotto (22 luglio 2026)

    4. – Rappresentanza in Italia della Commissione europea

  5. Standards Enabling Digital Product Passport Implementation

    5. – GS1 Europe

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