8 min di lettura
Versioning del Digital Product Passport: come far evolvere il passaporto senza perdere la memoria del prodotto
Il Digital Product Passport evolve con il prodotto: correzioni, ricalcoli, riparazioni e rigenerazioni. Scopri le tre strategie di versioning, le indicazioni per batterie, elettronica, tessile, edilizia, metalli, e le regole ESPR per mantenere dati tracciabili, accessibili e verificabili nel tempo.
di Corrado Facchini, CTO & Innovation Manager
In questo articolo
Introduzione: un passaporto non è una fotografia
Siamo abituati a pensare a un "passaporto" come a un documento fisso, emesso una volta e valido fino alla scadenza. Il Digital Product Passport (DPP) funziona in modo diverso: accompagna il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita e, proprio per questo, cambia.
Un errore nella scheda tecnica viene corretto. L'impronta di carbonio di un lotto viene ricalcolata con una metodologia aggiornata. Un dispositivo elettronico viene riparato o riceve un aggiornamento software. Una batteria di un'auto elettrica, a fine prima vita, diventa un sistema di accumulo stazionario. In tutti questi casi il passaporto deve riflettere la nuova realtà del prodotto.
La domanda chiave è: cosa succede ai dati precedenti? È qui che entra in gioco il versioning, cioè la strategia con cui si gestiscono le modifiche nel tempo. È una scelta progettuale che va fatta presto, categoria per categoria, perché incide sull'architettura dei dati, sulla conformità normativa e sulla fiducia di clienti, autorità e operatori della filiera.
Perché il versioning è una decisione strategica
Il Regolamento (UE) 2024/1781 (ESPR, Ecodesign for Sustainable Products Regulation) stabilisce che il passaporto debba rimanere accessibile e aggiornato per tutto il periodo indicato nell'atto delegato del relativo gruppo di prodotti. Lo stesso atto delegato definisce anche chi è autorizzato a modificare quali dati, e il regolamento prevede che una copia di backup del passaporto sia conservata presso un fornitore terzo di servizi DPP.
Da questo quadro emergono tre esigenze che il versioning deve soddisfare:
- Aggiornamento — il passaporto deve mostrare sempre informazioni correnti e corrette.
- Tracciabilità — deve essere possibile ricostruire cosa era dichiarato, quando, da chi e perché è cambiato.
- Continuità — chi scansiona il data carrier (QR code, NFC, RFID) deve arrivare sempre al posto giusto, anche anni dopo.
Una gestione superficiale delle versioni può tradursi in contestazioni difficili da difendere: se un capo è stato venduto con una certa composizione dichiarata, o un prodotto da costruzione è stato posato con una specifica dichiarazione di prestazione, l'azienda deve poter dimostrare cosa era stato comunicato in quel momento.
Le strategie possibili
Esistono essenzialmente tre approcci, più una condizione "di partenza" tipica dei progetti ancora in fase iniziale.
1. Solo la versione corrente
Ogni modifica sovrascrive i dati precedenti, che non sono più consultabili.
- Quando ha senso: prodotti per cui il passaporto non è obbligatorio, o correzioni minori su schede informative volontarie.
- Vantaggi: semplicità tecnica, nessun onere di archiviazione.
- Limiti: nessuna prova storica; in caso di verifica o contestazione non è possibile dimostrare cosa fosse dichiarato in passato.
2. Storico delle versioni
Ogni modifica genera una nuova versione datata e motivata; quelle precedenti restano consultabili.
- Quando ha senso: dati che vengono ricalcolati (impronta di carbonio), nuove dichiarazioni ufficiali, dati dinamici come lo stato di salute di una batteria, interventi di riparazione.
- Vantaggi: piena tracciabilità e capacità di audit.
- Limiti: richiede un modello dati più strutturato e regole chiare su chi può creare versioni.
3. Storico e passaporti collegati
Allo storico delle versioni si aggiunge la possibilità di emettere un nuovo passaporto collegato al precedente quando il prodotto cambia in modo sostanziale, al punto da diventare di fatto un "nuovo" prodotto.
- Quando ha senso: rigenerazione, rifabbricazione, cambio di destinazione d'uso, ricondizionamento con reimmissione sul mercato.
- Esempio emblematico: la batteria di un veicolo elettrico riutilizzata come accumulo stazionario.
- Vantaggi: separa le responsabilità tra il produttore originale e chi immette sul mercato il prodotto trasformato, mantenendo intatta la catena storica.
4. Non ancora definito
È la situazione comune nei progetti DPP agli esordi. Non è di per sé un problema, ma è un punto aperto da chiudere prima di scegliere piattaforma e modello dati: cambiare strategia a passaporti già emessi è molto più costoso.
Confronto rapido
| Strategia | Dati precedenti | Nuovo passaporto | Caso d'uso tipico |
|---|---|---|---|
| Solo versione corrente | Sovrascritti | No | Correzione su scheda volontaria |
| Storico delle versioni | Conservati e datati | No | Ricalcolo dell'impronta di carbonio |
| Storico + passaporti collegati | Conservati e datati | Sì, collegato all'originale | Batteria EV riusata come accumulo |
| Non ancora definito | — | — | Progetto in fase iniziale |
Le regole d'oro, valide per tutte le categorie
Indipendentemente dalla strategia scelta, alcune regole andrebbero considerate non negoziabili:
- L'indirizzo del passaporto non cambia mai. L'URL codificato nel data carrier resta lo stesso per tutta la vita del prodotto e punta sempre alla versione corrente. Stampare un nuovo QR code a ogni aggiornamento non è sostenibile né affidabile.
- Ogni versione ha metadati completi: data della modifica, autore e motivo.
- Le versioni precedenti non si cancellano. Anche quando si corregge un errore, la versione errata resta documentata come tale.
- I passaporti collegati puntano in entrambe le direzioni, così da poter risalire dal prodotto rigenerato all'originale e viceversa.
Indicazioni per categoria di prodotto
Il versioning va deciso per ciascuna categoria, perché la dinamica dei dati e gli obblighi normativi cambiano molto da un settore all'altro.
Batterie EV, LMT e industriali
Lo stato di salute (state of health) è un dato dinamico che evolve con l'uso, come previsto dall'Allegato XIII del Regolamento (UE) 2023/1542. Serve quindi lo storico delle versioni. Inoltre, l'art. 77 dello stesso regolamento stabilisce che una batteria preparata per il riutilizzo, il cambio di destinazione o la rifabbricazione riceva un nuovo passaporto collegato a quello della batteria originale.
👉 Strategia consigliata: storico + passaporti collegati.
Batterie portatili e SLI
Per queste batterie il regolamento non prevede l'obbligo di passaporto. Se l'azienda ne adotta uno volontario, la versione corrente è generalmente sufficiente; lo storico diventa utile se si vuole poter documentare le dichiarazioni nel tempo.
👉 Strategia consigliata: versione corrente (o storico, per maggiore tutela).
Elettronica
Riparazioni, sostituzione di componenti e aggiornamenti software modificano il prodotto dopo la vendita. Conservare lo storico permette di ricostruire la vita del dispositivo. Per i prodotti ricondizionati e rimessi sul mercato è opportuno valutare un passaporto collegato.
👉 Strategia consigliata: storico, con passaporti collegati per il ricondizionato.
Pneumatici per veicoli commerciali
Un pneumatico ricostruito torna sul mercato come nuovo prodotto. Un passaporto collegato all'originale ne preserva la storia.
👉 Strategia consigliata: storico + passaporti collegati.
Pneumatici per auto
I dati sono definiti per lotto e tendono a essere stabili; gli aggiornamenti sono rari. Tuttavia, le correzioni devono restare tracciabili.
👉 Strategia consigliata: storico delle versioni.
Prodotti da costruzione
Con il Regolamento (UE) 2024/3110 il passaporto è legato alla dichiarazione di prestazione e di conformità. Ogni nuova dichiarazione corrisponde a una nuova versione, e le precedenti devono restare consultabili: i prodotti già posati rimangono in opera per decenni, e chi interviene su un edificio deve sapere cosa era stato dichiarato al momento dell'installazione.
👉 Strategia consigliata: storico delle versioni.
Tessile e moda
Il passaporto è spesso emesso per modello, mentre fornitori e composizione possono variare da una produzione all'altra. Lo storico consente di dimostrare cosa era dichiarato quando un determinato capo è stato venduto.
👉 Strategia consigliata: storico delle versioni.
Arredamento
I dati di produzione sono stabili, ma nel tempo si aggiungono riparazioni, rivestimenti sostituiti e passaggi di proprietà. Lo storico ne documenta l'evoluzione.
👉 Strategia consigliata: storico delle versioni.
Acciaio e alluminio
I dati sono fissati per colata o lotto e cambiano raramente. Quando però si ricalcola l'impronta di carbonio o si corregge un dato, la modifica va tracciata: mai sovrascrivere.
👉 Strategia consigliata: storico delle versioni.
Altre categorie
In assenza di indicazioni specifiche dall'atto delegato del proprio gruppo di prodotti, lo storico delle versioni è la scelta più prudente: è sempre possibile semplificare in seguito, molto più difficile ricostruire uno storico mai registrato.
Il ruolo degli standard tecnici
Accanto ai regolamenti, il comitato tecnico congiunto CEN-CENELEC JTC 24 sta sviluppando le norme europee che definiscono l'infrastruttura del DPP: identificativi univoci, gestione dei diritti di accesso e interfacce per la gestione del ciclo di vita del passaporto. Seguire l'evoluzione di questi standard è essenziale per progettare un sistema di versioning interoperabile e non dover rifare il lavoro in futuro.
Checklist per definire la vostra strategia
- Mappate le categorie di prodotto coinvolte nel progetto DPP.
- Verificate gli obblighi: il passaporto è obbligatorio o volontario? Esiste già un atto delegato?
- Classificate i dati in statici (definiti alla produzione) e dinamici (che cambiano durante l'uso).
- Individuate gli eventi trasformativi: riparazione, ricondizionamento, rigenerazione, cambio di destinazione.
- Scegliete la strategia per ogni categoria (versione corrente, storico, storico + collegati).
- Definite i ruoli: chi può creare nuove versioni o nuovi passaporti collegati.
- Garantite un URL stabile nel data carrier e metadati completi per ogni versione.
- Prevedete il backup presso un fornitore di servizi DPP, come richiesto dall'ESPR.
Errori da evitare
- Sovrascrivere dati obbligatori: si perde la prova di ciò che era stato dichiarato.
- Generare un nuovo URL a ogni aggiornamento: rompe il collegamento tra prodotto fisico e passaporto.
- Trattare un prodotto rigenerato come semplice nuova versione: confonde le responsabilità tra operatori diversi.
- Rimandare la decisione: migrare a uno storico dopo aver emesso migliaia di passaporti è costoso e spesso incompleto.
Conclusione
Il versioning è ciò che trasforma il Digital Product Passport da semplice scheda digitale a registro affidabile della vita del prodotto. Scegliere la strategia giusta per ogni categoria significa conciliare tre obiettivi: dati sempre aggiornati, piena tracciabilità e continuità di accesso. Nella maggior parte dei casi la risposta è conservare lo storico; quando il prodotto si trasforma in modo sostanziale, la strada è un nuovo passaporto collegato al precedente. Decidere presto, e in modo coerente, evita costi e rischi quando le scadenze normative diventeranno operative.
Fonti
- DPP Designer – Per ciascuna categoria, come gestirete le versioni del passaporto?
- Regolamento (UE) 2024/1781 – Progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR)
- Regolamento (UE) 2023/1542 – Batterie e rifiuti di batterie
- Regolamento (UE) 2024/3110 – Prodotti da costruzione
- CEN-CENELEC – Digital Product Passport (JTC 24)
- DPP Designer – Regolamento ESPR: la guida integrale
- DPP Designer – Settori e scadenze del Digital Product Passport
Articoli correlati
- 2 novembre 2026Riparare, mantenere, tracciare: come la manutenzione entra nel Digital Product PassportManutenzione e riparazioni diventano dati del Digital Product Passport. Analizziamo cosa chiedono ESPR, diritto alla riparazione, Regolamento Batterie, come rispondere settore per settore e quali informazioni prevedere su ricambi, istruzioni, interventi e stato di salute lungo il ciclo di vita.
- 29 ottobre 2026Dati statici o dinamici? La scelta che decide la vita del tuo Passaporto Digitale di ProdottoNel Digital Product Passport non tutti i dati restano fermi: alcuni si fissano alla produzione, altri cambiano con riparazioni, rigenerazioni e passaggi di proprietà. Vediamo come classificarli per categoria, cosa chiedono ESPR e Regolamento Batterie e come progettarne concretamente l'aggiornamento.
- 20 ottobre 2026Passaporto Digitale, chi vede cosa: gli accessi differenziati hanno finalmente una data.Chi vede cosa nel Passaporto Digitale del Prodotto? I livelli di accesso differenziati diventano realtà: norma EN 18239 pubblicata, atto di esecuzione sulle batterie atteso entro fine 2026, primo obbligo il 18 febbraio 2027. Ecco cosa cambia per le imprese.