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Digital Product Passport: Il Grande Equivoco delle Categorie Escluse

Il Digital Product Passport (DPP) è il pilastro della trasparenza europea, ma la confusione sulle categorie escluse regna sovrana. Questo articolo analizza i settori spesso erroneamente associati all'obbligo di passaporto digitale, distinguendo tra normative specifiche e reali esenzioni normative.

di Corrado Facchini, CTO & Innovation Manager

In questo articolo

La corsa verso la sostenibilità e la tracciabilità nell'Unione Europea ha portato il Digital Product Passport (DPP) al centro del dibattito industriale. Introdotto all'interno del Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile per Prodotti Sostenibili (ESPR - Ecodesign for Sustainable Products Regulation), il DPP mira a trasformare il modo in cui consumatori e aziende accedono alle informazioni sui prodotti.

Tuttavia, tra normative in evoluzione e titoli di giornale allarmistici, si è generata forte confusione: quali categorie di prodotti hanno realmente l'obbligo di implementare il DPP e quali ne sono escluse?

Spesso si sente parlare di "passaporto digitale" applicato a quasi ogni bene di consumo. In realtà, il regolamento quadro stabilisce chiaramente delle eccezioni strutturali e individua settori prioritari, lasciando fuori (almeno temporaneamente o in via permanente) diverse categorie ad alto impatto.


Le Categorie Escluse dall'Obbligo Generale di DPP

Il Regolamento ESPR (UE 2024/1781) definisce un ambito di applicazione molto ampio, ma prevede esenzioni esplicite per prodotti già governati da normative settoriali verticali o per i quali la natura del bene rende improduttiva la misura.

1. Alimenti e Mangimi (Food and Feed)

Nonostante nel settore agroalimentare si parli da anni di tracciabilità digitale e blockchain per la trasparenza della filiera, il cibo e i mangimi per animali non rientrano nel regolamento ESPR né nell'obbligo di DPP. La sicurezza alimentare e le informazioni ai consumatori sono già disciplinate in modo stringente dal Regolamento (CE) n. 178/2002 e dal Regolamento (UE) n. 1169/2011.

2. Medicinali per Uso Umano e Veterinario

Il settore farmaceutico è spesso citato quando si parla di serializzazione e tracciabilità informatica (si pensi ai sistemi anti-contraffazione già in uso). Tuttavia, i farmaci sono esplicitamente esclusi dall'ambito dell'ESPR e del DPP. Le esigenze di regolamentazione sanitaria differiscono sostanzialmente dai criteri di sostenibilità ambientale previsti dal passaporto di prodotto.

3. Prodotti Fitosanitari e Concimi Speciali

Mentre alcuni materiali chimici e batterie usate in agricoltura rientrano gradualmente nei decreti attuativi, i prodotti fitosanitari (pesticidi e diserbanti regolati dal Regolamento CE 1107/2009) seguono iter autorizzativi e di etichettatura propri e non sono soggetti alla disciplina del DPP.

4. Veicoli a Motore (per i componenti non coperti da leggi specifiche)

I veicoli nella loro interezza (auto, camion, moto) sono regolati dalle omologazioni di tipo previste dalla normativa Automotive UE. Sebbene le batterie dei veicoli elettrici abbiano un passaporto obbligatorio dedicato (Regolamento Batterie UE 2023/1542), l'intero veicolo come singolo bene non è soggetto al DPP generale dell'ESPR.


I Settori Spesso Confusi: Obbligatori vs Non Obbligatori

Esistono mercati in cui si fa molta confusione a causa di annunci di settore o standard volontari che anticipano le norme:

  • Cosmetici e Prodotti per la Cura Personale: Spesso citati tra i pionieri del digitale, i cosmetici non sono nella prima lista di priorità imminente dell'ESPR, sebbene siano oggetto di discussione per atti delegati futuri. Ad oggi non vige alcun obbligo.
  • Packaging e Imballaggi isolati: L'imballaggio in sé segue la revisione del Regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation). Non ha un DPP autonomo ai sensi dell'ESPR, a meno che non sia integrato come parte informativa del prodotto contenuto.
  • Beni d'Antiquariato e Usato (Second-Hand): I prodotti immessi sul mercato per la prima volta prima dell'entrata in vigore dei singoli atti delegati non richiedono un DPP retroattivo per essere rivenduti.

Perché C'è Così Tanta Confusione?

La ragione principale del malinteso risiede nella sovrapposizione tra iniziative private volontarie e obblighi di legge:

  1. Adozione Volontaria: Molti brand del settore alimentare o cosmetico stanno adottando QR code e schede digitali per trasparenza marketing, chiamandoli impropriamente "passaporti di prodotto".
  2. Standard di Filiera: Alcune catene della grande distribuzione richiedono ai fornitori dati digitali strutturati che ricordano la struttura del DPP, confondendo i requisiti commerciali con quelli legislativi.
  3. Calendario Progressivo: L'ESPR è un regolamento "quadro". L'UE rilascerà l'obbligo tramite Atti Delegati per ciascuna categoria di prodotto con calendari differenziati, creando incertezza sui tempi.

Fonti

  1. Regolamento (UE) 2024/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio (ESPR)

    Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea

  2. Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie

    EUR-Lex

  3. Commissione Europea – Ecodesign for Sustainable Products Regulation

    Sito Ufficiale della Commissione Europea

  4. CIRPASS Project (Digital Product Passport Pilot Initiative)

    Consorzio Ufficiale UE per lo Standard DPP

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