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title: "Hosting del DPP: la scelta che l’ESPR non ti lascia sbagliare"
description: "Il Digital Product Passport deve restare accessibile per tutta la vita del prodotto, anche se l'azienda o il fornitore chiudono. Confrontiamo piattaforma proprietaria, SaaS e PaaS alla luce del Regolamento ESPR, tra backup obbligatorio, interoperabilità e rischio di vendor lock-in."
url: https://www.dppdesigner.com/it/articoli/hosting-del-dpp-la-scelta-che-l-espr-non-ti-lascia-sbagliare
language: it
published: 2026-11-06
updated: 2026-11-07
author: "Corrado Facchini, CTO & Innovation Manager"
publisher: "DPP Designer"
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# Hosting del DPP: la scelta che l’ESPR non ti lascia sbagliare

Il Digital Product Passport deve restare accessibile per tutta la vita del prodotto, anche se l'azienda o il fornitore chiudono. Confrontiamo piattaforma proprietaria, SaaS e PaaS alla luce del Regolamento ESPR, tra backup obbligatorio, interoperabilità e rischio di vendor lock-in.

## Perché l'hosting è una decisione strategica, non solo tecnica

Quando si progetta un **Digital Product Passport (DPP)** si tende a concentrarsi sui dati: quali informazioni raccogliere, da quali fornitori, in quale formato. Ma c'è una domanda che arriva subito dopo e che ha conseguenze di lungo periodo: **dove verranno ospitati i passaporti?**

Il punto di partenza è semplice e vincolante: il passaporto deve rimanere disponibile **per tutta la vita del prodotto**, anche se nel frattempo cambiano il fornitore tecnologico o la stessa azienda che lo ha creato. Un QR code stampato oggi su un prodotto che durerà quindici anni deve continuare a "rispondere" per quindici anni, indipendentemente da fusioni, cambi di software house, dismissioni di piattaforme o fallimenti.

Questo trasforma l'hosting da scelta infrastrutturale a decisione di **continuità aziendale e conformità normativa**.

## Il quadro normativo: cosa chiede l'ESPR

Il riferimento è il **Regolamento (UE) 2024/1781**, noto come ESPR (*Ecodesign for Sustainable Products Regulation*), entrato in vigore il 18 luglio 2024. Le regole sul passaporto digitale sono contenute principalmente negli articoli dal 9 al 13, mentre i singoli atti delegati stabiliscono quali categorie di prodotto dovranno averlo e con quali dati.

Per quanto riguarda l'hosting, i punti chiave sono quattro.

### 1. Chi può conservare il passaporto

Il passaporto può essere conservato dall'**operatore economico** responsabile della sua creazione oppure da un **fornitore di servizi del passaporto digitale** (*DPP service provider*). Il modello è quindi **decentrato**: non esiste un unico server europeo che contiene tutti i passaporti.

L'ESPR definisce il fornitore di servizi come una persona fisica o giuridica **terza e indipendente**, autorizzata dall'operatore che immette il prodotto sul mercato, che tratta i dati del passaporto per renderli disponibili a chi ha diritto di accedervi.

### 2. La copia di backup obbligatoria

Questo è il requisito più rilevante per la scelta dell'hosting. L'operatore che immette il prodotto sul mercato deve rendere disponibile una **copia di backup** del passaporto, nella sua versione più aggiornata, tramite un fornitore di servizi indipendente.

In pratica, **anche chi sceglie di ospitare internamente i propri passaporti dovrà comunque affidarsi a un soggetto terzo per il backup**. Il motivo è chiaro: se il soggetto principale scompare, la copia sopravvive.

### 3. Disponibilità anche dopo insolvenza o cessazione

Il passaporto deve restare consultabile per il periodo fissato dall'atto delegato di riferimento (che corrisponde almeno alla vita attesa del prodotto), **anche in caso di insolvenza, liquidazione o cessazione dell'attività** nell'Unione dell'operatore che lo ha creato.

### 4. Formati aperti e niente lock-in

I dati devono basarsi su **norme aperte**, essere in formato interoperabile, strutturati, leggibili meccanicamente dove necessario e trasferibili **senza blocco da parte del fornitore** (*vendor lock-in*). Inoltre, i fornitori di servizi non possono vendere, riutilizzare o trattare i dati del passaporto oltre quanto necessario per il servizio, salvo accordo specifico con l'operatore.

### Il registro europeo dei passaporti

A completare il quadro c'è il **registro digitale dei DPP** previsto dall'articolo 13, che conserva almeno gli identificativi univoci e include un elenco di riferimento dei fornitori di servizi verificati. Le modalità di attuazione sono state definite dal Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778. Il registro non sostituisce l'hosting: è un indice, mentre i dati restano presso l'operatore o i suoi fornitori.

## Le quattro risposte possibili

Di fronte alla domanda "dove ospiterete i passaporti?", le opzioni realistiche sono tre più una condizione di partenza.

### Piattaforma proprietaria

Una soluzione **sviluppata e gestita internamente** o realizzata su misura.

**Vantaggi**
- Controllo completo su dati, architettura e roadmap.
- Integrazione profonda con ERP, PLM e sistemi di qualità esistenti.
- Nessuna dipendenza commerciale da un fornitore di piattaforma.

**Svantaggi**
- Costi iniziali e di manutenzione elevati, da sostenere per decenni.
- Serve personale qualificato su sicurezza, disponibilità e standard.
- **Non esonera dal backup presso un fornitore terzo indipendente**.
- Rischio di "debito tecnico": una piattaforma interna abbandonata dopo cinque anni è un problema di conformità.

**Adatta a**: grandi gruppi con forti competenze IT e volumi elevati di prodotti.

### Licenza SaaS

Una **piattaforma pronta all'uso** in abbonamento, gestita interamente dal fornitore.

**Vantaggi**
- Tempi di avvio rapidi e costi prevedibili.
- Aggiornamenti normativi e tecnici gestiti dal fornitore.
- Spesso il fornitore può fungere anche da fornitore di servizi DPP per l'hosting principale o il backup.

**Svantaggi**
- Dipendenza dalla continuità del fornitore.
- Rischio di lock-in se esportazione dei dati e portabilità non sono garantite contrattualmente.
- Personalizzazione limitata.

**Adatta a**: PMI e aziende che vogliono arrivare in fretta alla conformità senza costruire competenze interne.

### Licenza PaaS

**Servizi cloud** (database, API, identità, storage) su cui costruire la propria soluzione.

**Vantaggi**
- Equilibrio tra controllo e velocità: l'infrastruttura è gestita, la logica applicativa è vostra.
- Scalabilità e affidabilità tipiche dei grandi cloud provider.

**Svantaggi**
- Servono comunque competenze di sviluppo.
- Dipendenza dai servizi specifici del cloud scelto, se non si progettano astrazioni portabili.
- Anche qui resta l'obbligo del backup presso un terzo indipendente.

**Adatta a**: aziende con un team digitale che vogliono una soluzione su misura senza gestire l'infrastruttura.

### Non ancora deciso

È una risposta legittima nelle prime fasi. L'importante è non rimandare troppo: la scelta dell'hosting influenza lo schema degli identificativi, gli URL stampati sui prodotti e la gestione degli accessi, cioè decisioni difficili da cambiare una volta che i prodotti sono sul mercato.

## Confronto rapido

| Criterio | Proprietaria | SaaS | PaaS |
|---|---|---|---|
| Tempo di avvio | Lungo | Breve | Medio |
| Costo iniziale | Alto | Basso | Medio |
| Controllo sui dati | Massimo | Contrattuale | Alto |
| Competenze interne richieste | Alte | Basse | Medie |
| Rischio lock-in | Basso | Da gestire | Medio |
| Backup presso terzo indipendente | Obbligatorio | Obbligatorio | Obbligatorio |

## Le domande da porre prima di scegliere

Indipendentemente dal modello, prima di firmare un contratto o avviare uno sviluppo conviene verificare:

1. **Dove sono conservati i dati principali e dove si trova la copia di backup?** Il fornitore del backup è davvero indipendente?
2. **Cosa succede ai passaporti se il fornitore chiude o viene acquisito?** Esistono clausole di continuità ed escrow dei dati?
3. **Cosa succede se è la nostra azienda a cessare l'attività?** Chi garantisce la disponibilità residua?
4. **I dati sono esportabili in formati aperti e standard**, senza costi o vincoli proibitivi?
5. **Gli URL e gli identificativi sono sotto il nostro controllo** (ad esempio su un dominio aziendale con resolver gestibile) o legati al dominio del fornitore?
6. **Cosa può fare il fornitore con i dati?** Il contratto vieta vendita e riutilizzo oltre il servizio?
7. **Come vengono gestiti accessi differenziati** per consumatori, riparatori, riciclatori e autorità?
8. **Per quanto tempo deve restare disponibile lo storico** e chi ne sostiene i costi nel tempo?

## Un consiglio pratico: separare l'URL dalla piattaforma

Uno degli errori più costosi è stampare sui prodotti URL che puntano direttamente al dominio del fornitore di piattaforma. Se il fornitore cambia, quei QR code diventano inutilizzabili. Usare un **dominio proprio** (o un resolver basato su standard come GS1 Digital Link) permette di cambiare backend senza toccare i prodotti già in circolazione. È il modo più concreto per rendere il passaporto davvero indipendente dal fornitore.

## Le scadenze da tenere d'occhio

Il passaporto delle **batterie** è il primo banco di prova: dal **18 febbraio 2027** diventa obbligatorio per le batterie dei veicoli elettrici, dei mezzi di trasporto leggeri e per quelle industriali sopra i 2 kWh. Per le altre categorie (tessili, acciaio, mobili, elettronica e altre) le date dipenderanno dai singoli atti delegati previsti dal piano di lavoro ESPR. Chi si muove ora ha il vantaggio di scegliere l'hosting con calma, invece di subirlo all'ultimo momento.

## Conclusione

Scegliere dove ospitare i passaporti significa scegliere **chi garantirà la memoria dei vostri prodotti nei prossimi anni**. Proprietaria, SaaS o PaaS sono tutte strade valide, a patto di rispettare tre principi che l'ESPR rende non negoziabili: **backup presso un terzo indipendente, disponibilità oltre la vita dell'azienda e del fornitore, dati aperti e portabili**. Il resto è una questione di competenze, budget e tempi.

## Fonti

- [DPP Designer – Dove ospiterete i passaporti?](https://www.dppdesigner.com/it/guida/hosting)
- [Regolamento (UE) 2024/1781 (ESPR) – EUR-Lex](https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1781/oj/ita)
- [Osborne Clarke – Il passaporto digitale di prodotto (DPP): cos'è e chi riguarda](https://www.osborneclarke.com/it/insights/il-passaporto-digitale-di-prodotto-dpp-cose-e-chi-riguarda)
- [GS1 Italy – Digital Product Passport (presentazione)](https://gs1it.org/files/sharing/1742921310/3617/gs1it-digital-product-passportpptx.pdf)
- [BD Emerson – Digital product passport](https://www.bdemerson.com/article/digital-product-passport)
- [BD Emerson – Digital product passport security](https://www.bdemerson.com/article/digital-product-passport-security)
- [Renoon – Who owns the data in a Digital Product Passport](https://www.renoon.com/blog/who-owns-the-data-in-a-digital-product-passport)
- [Commissione europea – Call for evidence sul delegated act per i DPP service providers (PDF)](https://www.danskindustri.dk/globalassets/brancher/di-digital/2024/dokumenter/20241112_dpp_call-for-evidence_da-on-dpp-service-providers.pdf?v=260712)
- [Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778 sul registro DPP – Certifico](https://www.certifico.com/component/attachments/download/61873)
- [TrueScreen – Passaporto digitale di prodotto: dati di filiera certificati per l'ESPR](https://truescreen.io/it/articoli/passaporto-digitale-prodotto-espr-dati-filiera/)
- [Fluxy – DPP portability: 8 questions before choosing a provider](https://fluxy.one/post/digital-product-passport-portability-8-questions-every-brand-must-ask-before-choosing-a-provider)
